sabato 18 dicembre 2010
lunedì 22 novembre 2010
martedì 16 novembre 2010
Manca poco...
Ci sono persone molto più capaci di scrivere e lo fanno giornalmente, ora VIENI VIA CON ME diciamo fa la sua parte anche se poi rimangono sempre le stesse zozzate al mattino seguente...oggi lascio questo articolo che come tanti mettono il nostro paese giustamente nel ridicolo..see you..
Da Repubblica.it
Newsweek, vergogna Berlusconi"Disinteresse e cultura dell'harem"
Il nuovo numero del settimanale americano dedica quattro pagine al presidente del Consiglio. "Escort, minorenni e ballerine che saltellano intorno a un 74enne". Critiche pesanti per la discriminazione femminile, "ha inculcato negli italiani l'idea che la donna sia solo un oggetto sessuale". Durissimo anche il Guardian: "Che cosa deve ancora fare per essere cacciato?"
ROMA - "Berlusconi's girl problem", Berlusconi e il problema-donne. Ecco il titolo che campeggia sulla copertina del numero del 22 novembre del settimanale americano Newsweek. Illustrato da un paio di gambe femminili con scarpe dal tacco a spillo. Quattro pagine dedicate alle vicende italiane. E un ritratto impietoso dell'Italia berlusconiana, di quella che viene definita "la cultura dell'harem che sta minando l'economia italiana e il suo stesso governo". Le donne, gli scandali, la televisione, l'incuria nei confronti dei beni culturali del Paese. Una serie di vergogne, quelle passate in rassegna dal settimanale americano. "Per Berlusconi, l'eguaglianza di genere è una barzelletta", titola l'articolo di Barbie Nadeau; "Silvio si fa buttare giù, ma l'ultimo scandalo sessuale è solo uno dei suoi problemi" è invece il pezzo firmato da Jacopo Barigazzi. In un articolo si ripercorrono le recenti vicende italiane, partendo dal crollo di Pompei. "Il ministro in carica (Bondi, ndr), quando gli hanno chiesto se si sarebbe dimesso, ha risposto che non era responsabile. E' così che funziona il governo in italia. Nessuna responsabilità. Nessuna vergogna. Nessuna attenzione a un paese che si sbriciola". E ancora: "Per quasi vent'anni l'Italia praticamente non è cresciuta e nessuno accetta la colpa".
Un altro articolo di Newsweek è invece dedicato al ruolo delle donne nel nostro Paese. Con una paginata fotografica di ragazze seminude in televisione e la descrizione - imbarazzante - di Striscia la notizia: "Due uomini di mezz'età in piedi sotto i riflettori, uno fa penzolare da una cintura una treccia d'aglio dalla forma vagamente fallica. Una ragazza striscia sul pavimento, indosso ha un costume di paillette, la scollatura a V profondissima e un perizoma. Prende la treccia d'aglio in mano e se la strofina sul viso mentre l'altro conduttore - si legge sul settimanale - le dice 'dai, girati, fammi dare un'occhiata', e le tocca il sedere. Questo è il prime time in Italia. Una parata di temi pruriginosi, un'espressione del marciume evidente proprio ai vertici del governo, un riflesso del problema più profondo della società rispetto al ruolo delle donne. Una storia senza fine di modelle minorenni, escort a pagamento, ballerine del ventre marocchine che se la spassano con un 74enne presidente del Consiglio".
E ancora, osserva l'articolo di Newsweek: "Proteste e lamentele sono rare, e se ci sono, pochi le ascoltano". Una situazione che Berlusconi "potrebbe aver creato" grazie al fatto che "il 95% del mercato televisivo è sotto il suo controllo" e per questo "è difficile fare una stima di quanto gioco abbia la sua influenza nel modo in cui le donne sono viste e vedono loro stesse. E mentre altri Paesi europei promuovono attivamente l'uguaglianza di genere come un pilastro della prosperità nazionale, Berlusconi ha guidato la carica nella direzione opposta, relegando le donne con la creazione di un modo di vederle solo come oggetti sessuali". E conclude: "E' chiaro che la caduta di Berlusconi, se avverrà, indebolirà la commistione negativa fra politica, media e discriminazione di genere. Ma perché ci siano reali progressi bisognerà riprogrammare il modo di pensare degli italiani, uomini e donne. E non basterà cambiare canale".Con il premier oggi non è tenero neppure il Guardian. In un lungo articolo a firma di Tobias Jones, ci si chiede come sia possibile che Silvio Berlusconi sia ancora al potere. "Diventa sempre più difficile capire che cosa debba fare ancora Silvio Berlusconi per essere cacciato. Nella maggior parte dei Paesi, soltanto uno delle decine di scandali che lo hanno visto coinvolto sarebbe bastato per finirlo politicamente. Ogni volta che ne esplode uno nuovo, più sordido e incredibile del precedente, viene da pensare che questa volta non riuscirà a scamparla. Si pensa, speranzosi, questa volta non riuscirà a sopravvivere ad una sentenza che afferma che ha corrotto un avvocato perché testimoniasse il falso. O a scrollarsi di dosso la montagna di prove a sostegno del fatto che organizza con regolarità orge con escort a pagamento, nelle sue residenze private e ufficiali. Invece è ancora al potere, ancora il leader di uno dei paesi più colti ed importanti d'Europa. Dopo tutti questi anni, continua a sembrare incredibile", si legge nella dura analisi sul quotidiano britannico. Che ripercorre tutti gli scandali, dalla scalata a Mondadori al caso Mills, passando per lo stalliere Mangano e la Banca Rasini, dedicando ampio spazio al problema "prostitute". La conclusione è che "l'unico modo per liberare la politica italiana dalla sua immensa e deleteria influenza sarebbe che morisse, oppure che il Paese subisse una completa e programmatica deberlusconizzazione, nel tentativo di tornare alla normalità dopo 20 anni di lavaggio del cervello televisivo". Fra le due è più probabile la prima, si legge sul Guardian, "anche se appare molto lontana".
(16 novembre 2010)
giovedì 22 luglio 2010
Cambio Verde
lunedì 19 luglio 2010
martedì 13 luglio 2010
Che vergogna...
L’immoralità pubblica
Articolo di Giustizia, pubblicato giovedì 1 luglio 2010 in Germania.
[Sueddeutsche Zeitung]
Che si tratti di collusione mafiosa o di frode aggravata, di ministri o del premier Berlusconi, i politici italiani continuano a mantenere il loro incarico anche dopo gli scandali. I cittadini perdono il rispetto nei confronti dello Stato, della legge e della politica.
Un uomo di fiducia di vecchia data del premier italiano Silvio Berlusconi è stato giudicato colpevole anche in secondo grado per i suoi comprovati rapporti con la mafia. Sette anni di reclusione pendono su Marcello Dell’Utri, senatore del partito di governo PDL. Anche nel governo si possono trovare, senza dover cercare molto, persone nel mirino della magistratura. E si comincia proprio con il Premier Berlusconi, contro il quale pendono tre processi.
Si potrebbe pensare che sarebbe motivo sufficiente per il suo partito per prendere le distanze da lui. Invece i leader del Pdl hanno commentato soddisfatti la condanna quasi fosse stata un’assoluzione. Perché sarebbe potuta andare anche molto peggio, ossia che il loro uomo venisse condannato anche per l’accusa di aver fondato il partito di Forza Italia con l’aiuto della mafia. Questo è solo l’ultimo caso in ordine di tempo che mette in luce quanto senso dell’onore, della vergogna o del rispetto nutra la gran parte della politica e del governo italiani verso le istituzioni dello Stato.
Naturalmente Dell’Utri non ci pensa nemmeno a lasciare la sua poltrona di senatore in Senato. Lì infatti gode, per fare un esempio, della compagnia di Salvatore Cuffaro del partito UDC. Il senatore Cuffaro è stato condannato in secondo grado a diversi anni di reclusione, perché quando era Presidente della Regione Sicilia era in contatto con la mafia.
I senatori onesti sono anche costretti a condividere i banchi del Parlamento con un altro senatore del PDL condannato per reati di tipo economico e che in questo momento è anche inquisito per frode aggravata. Ai vertici del Parlamento solo un senatore è sembrato davvero insostenibile quest’anno, il senatore del PDL Nicola di Girolamo, accusato di aver riciclato denaro per la ndrangheta e di frode elettorale, dopo una tenace resistenza si è dimesso ed è stato immediatamente arrestato.
Anche nel governo stesso si possono trovare senza fatica persone al vaglio della magistratura. Si inizia con il Premier, a carico del quale vi sono tre processi pendenti. Il neoministro Aldo Brancher è accusato in un processo per reati finanziari. Poi c’è il Sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, che i giudici hanno voluto sottoporre a carcerazione preventiva per i suoi contatti con la camorra. Guido Bertolaso, il capo della protezione civile, è indagato per uno scandalo di corruzione su vasta scala. Dopo tutto, a maggio, il ministro Claudio Scajola ha dovuto dimettersi. E’ sembrato davvero poco plausibile che non si sia accorto che un imprenditore ha versato 900.000 euro per l’acquisto di un suo appartamento.
Attacchi continui alla magistratura
Questo elenco di politici corrotti è incompleto. Dimostra però che non è prassi tutelare gli organi costituzionali con la sospensione dagli incarichi almeno fino a quando non è tutto chiarito. Questi rappresentanti della politica non sembrano proprio porsi la questione di come i cittadini possano conservare in queste condizioni il rispetto per lo Stato, la legge e la politica. Tutto ciò è anche accompagnato dai continui attacchi del capo del governo alla magistratura. Berlusconi sta facendo tutto il possibile per delegittimare i giudici, come ha già fatto con il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione. Il Premier ha recentemente vituperato la Costituzione come un intruglio cattocomunista, con il quale sarebbe impossibile governare.
Non ci vuole molta fantasia per rendersi conto che simili esternazioni ben poco hanno a che spartire col diritto e la legge. Quali effetti questo possa avere sull’opinione pubblica sembra non interessare affatto a Berlusconi. Questo è un messaggio devastante dai vertici della politica. Tuttavia un debole messaggio di speranza per il futuro sembra esserci stato dopo la sentenza a carico di Dell’Utri. L’organizzazione giovanile del PDL in Sicilia ha esplicitamente richiesto al suo partito di estromettere chi viene condannato per associazione mafiosa. A quanto pare almeno qualche esponente più giovane del partito aspira a una maggior decenza politica.
[Articolo originale "Die öffentliche Unmoral" di Andrea Bachstein]
