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giovedì 22 luglio 2010

Cambio Verde

Con quattro chili di rifiuti differenziati ti porti a casa un chilo di ortaggi e verdure fresche e locali. Succede in Brasile, a Curitiba, dove hanno scelto di prendere due piccioni con una fava, anzi tre: rifiuti, surplus di produzione agroalimentare e povertà. È nato così il programma Cambio Verde: l’amministrazione comunale compra le eccedenze alimentari dai produttori e le distribuisce ai meno abbienti in cambio dei loro rifiuti; la raccolta differenziata ha subito un fortissimo incremento, i rifiuti sono diminuiti in maniera drastica, la popolazione più povera ha avuto un sostegno alimentare e i prezzi dei prodotti agricoli sono diventati più stabili e alti per gli agricoltori. (Fonte ecoblog.it)



giovedì 29 ottobre 2009

BERLUSCONI CORRUTTORE

I suoi attacchi contro la stampa, i giudici, il presidente della Repubblica e la Costituzione lasciano pensare che, per salvarsi, Berlusconi abbia deliberatamente calcolato il rischio di indebolire lo Stato. Il prezzo da pagare per la sua sopravvivenza è molto pesante. Le Monde, 10 ottobre




Mills condannato in Appello
"Fu corrotto da Berlusconi"



Ripropongo il video in cui Peter Gomez spiega esattamente il caso Mills.
Senza parole riguardo l'intervento di Berlusconi a Ballarò.


lunedì 28 settembre 2009

Senza titolo

da http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=88841&idCat=33
Come nella finanziaria 2003 condonato perfino l'occultamento di documenti contabili
Lo scudo fiscale anche per la dichiarazione fraudolenta
(Ddl Camera 2714)
È all'esame dell'Aula di Montecitorio, da oggi 28 settembre, il decreto legge di modifica delle norme in materia di scudo fiscale. In base al testo a seguito del pagamento della sanzione del 5 per cento per il rientro o la regolarizzazione di capitali all'estero, infatti, risulteranno non punibili anche taluni reati penali fiscali e societari, fra cui il falso in bilancio. Viene inoltre anticipata al 15 dicembre la scadenza per la chiusura della sanatoria e gli intermediari incaricati delle procedure di rimpatrio e regolarizzazione sono esentati dall'obbligo di segnalazione a fini di lotta al riciclaggio. Ampliata infine la platea dei destinatari della norma che comprende anche le società partecipate o collegate all'estero. Il provvedimento scade il prossimo 3 ottobre.(28 settembre 2009)

martedì 8 settembre 2009

Mi sembra stia esagerando...

Non m'interessa sapere la fonte madre di questi video, ho letto un pò di strascichi anche nei confronti di Grillo che appropriandosene li riutilizza con il suo logo, inserisco questi di danielesensi, mi sembra uno apposto e di certo meritevole di pubblicità per l'impegno mostrato.

Per i video è inutile che aggiunga altro, se volete potete farlo voi, buona visione.




venerdì 21 agosto 2009

Berlusconi e la filosofia

Nel caso di George W.Bush negli Stati Uniti gli americani sono stati perdonati per averlo eletto la prima volta ma non gli si può perdonare averlo eletto nel 2004 una seconda volta.
Per Berlusconi è diverso, gli Italiani lo hanno eletto non due ma ben tre volte, l'utlima con una schiacciante maggioranza.
Si è occupato di lui un filosofo, Slavoy Zizek, con il saggio "Berlusconi a Tehran".
Il suo tentativo di far passare Ahmadinejad per un Berlusconi a Tehran non sembra così assurdo.
Dalla dittatura in Iran alla Democrazia occidentale in Italia non c'è tanta differenza visto lo Stato sotto forma di un Governo autoritario.
Dal dittatore religioso che crede nell'avvento dell'iman e si procura armi atomiche minacciando Israele di distruzione ad un miliardario italiano che è riuscito ad abusare dello stato e del parlamento per portare avanti i propri interessi non vedo tutta questa differenza.

L'Italia è il paese con il più alto debito pubblico d'Europa, lasciato in eredità dalla Prima Repubblica dei magnaccioni, è la nazione in cui s'investe meno nell'istruzione e nella ricerca costringendo i suoi talenti ad espatriare.

Il continuo successo di Berlusconi sta innanzitutto nella costante debolezza delle istituzioni tutte, giustizia, amministrazione ecc., ma in secondo luogo a causa della mentalità Itali-ota che per far carriera bisogna passare in qualunque campo per la via della corruzione. Non c'è da stupirsi quindi vedere eletto per la terza volta il Maestro della CORRUZIONE.
L'opposizione ha avuto due volte l'opportunità di governare e quindi poter dimostrare alla nazione di poter fare quel poco che ci si sarebbe aspettato, nulla, ha lasciato invariato il Conflitto d'interessi che è la causa principale del non poter esser il Premier di un Paese democratico in cui egli stesso detiene l'80% dell'informazione, inoltre gli han lasciato il caos dell'amministrazione pubblica, messa in linea dal suo Governo e la lotta-riforma della magistratura, Berlusconi ha così trovato molti consensi sapendo vendere i propri interessi come interessi di un uomo qualunque.
E' evidente il luogo comune tra Iran e Italia, non è modernità avere governanti così, riscontrabili solo in società predemocratiche come il Venezuela di Chavez o la Russia di Putin. Queste situazioni sono inconcepibili negli USa e nel resto d'Europa che prima o poi dovrà intervenire sulla situazione Berlusconi visto il suo anomalo potere mediatico che va contro i principi delle democrazie moderne.

A tutto questo si aggiunge un'ennesima volta la sfacciataggine con cui quest'uomo riesca a manipolare la verità.
Ai suoi interventi non può che riproporre temi cari al popolo, quali la sicurezza o la riduzione delle tasse e l'occupazione e rilascia un intervista ad un settimanale di sua proprietà "Chi", sostenendo di non aver mai intrecciato relazioni con minorenni e di non aver mai organizzato festini ma che le sue cene erano solo simpatiche ed ineccepibili sul piano della moralità e dell'eleganza. Infine aggiunge di non aver mai invitato consapevolmente alle sue simpatiche cene persone poco serie.

Indifferente alle registrazioni con le escort, alle conversazioni telefoniche con il procacciatore accusa i suoi nemici di aver montato un castello di calunnie.
Ed eccolo come da settimane utilizza i suoi media televisivi oscurando lo scandalo MIGNOTTE e raccontando la sua vita dalle foto apparse da nonnino, con i suoi nipotini a villa Certosa o pensieroso nello suo studio mostrando alla nazione il suo ruolo morale, ma come si dice da qualche parte "LE COSE CHE NON SI FANNO NON SI SANNO".

A questo punto però, per FORTUNA o per SFORTUNA fate voi, in Italia abbiamo il Vaticano e dal giornale "Avvenire", il quotidiano della CEI, Conferenza Episcopale Italiana, il vescovo di Mazara del Vallo, Mogavero, nonchè Presidente del Consiglio per gli affari giuridici della CEI, il ministro della giustizia in Vaticano, attacca il Premier sostenendo che la difesa di Berlusconi è insufficiente!
Giustamente e decisamente Mogavero dice che se non ha niente da nascondere risponda una volta e per tutte alle accuse che gli sono state mosse, smentendo con prove chi mette in dubbio la sua moralità, riferendo in Parlamento e non sul suo giornale e denunciando alla Magistratura i suoi presunti calunniatori aspettando che la legge faccia il suo corso!

Caro Mogavero, sarà la senilità ma da mesi importanti organi d'informazione mondiale raccontano dei comportamenti poco ortodossi con la carica di Premier che riveste Berlusconi, a parer mio una scomunica servirebbe a poco ma son certo che giovani menti di questa nazione prima o poi si sveglino da questo incubo che dura da decenni.

Concludo con l'ennesima affermazione di Papi che dice di voler passare alla storia come il premier che ha sconfitto la MAFIA lasciando questo breve e significativo video se non bastassero gli innumerevoli postati ALLAFINEDELLASTRADA.

giovedì 20 agosto 2009

North & South nell'Unità d'Italia


Ieri sul Corriere è stata pubblicata questa lettera...




SCAMBIO DI LETTERE SUL PAESE TRA PASSATO E PRESENTE
Io, studente leghista
Perché mi vergogno dell’Unità d’Italia


Caro professor Galli della Loggia,
sono uno studente universitario di 24 anni con una certa pas­sione per la storia. Sono un leghista, abbastanza convinto. E lo confesso: se faccio un bilancio, certamente sommario, dall’Unità nazionale ad oggi, le cose per cui vergognarmi mi sembrano maggiori rispetto a quelle di cui essere fiero.

Penso al Risorgimento, alla massoneria e al disegno di conquista dei Savoia, rifletto sul fatto che nel Mezzogiorno furono inviate truppe per decenni per sedare le rivolte e credo che queste cose abbiano più il sapore della conquista che della liberazione. E penso, ancora, al referendum falsato per l’annessione del Veneto e al trasformismo delle elite politiche post-risorgimentali. E poi il fascismo, con la sua artificiosa ricostruzione di una romanità perduta e imposta a un popolo eterogeneo e diviso per 1500 anni che della «romanità classica » conservava ben poco: la costruzione di una «religione politica» forzata al posto di una «religione civile» come invece avvenne in Francia con la Rivoluzione, che fu davvero l’evento fondante di un popolo. In Italia l’unica cosa «fondante» potrebbe essere stata la Resistenza: ma anche lì, a guardare bene, c’era una Linea gotica a dividere chi la guerra civile l’aveva in casa da chi era già in qualche maniera libero.

E poi la Prima Repubblica, che si salva in dignità solo per pochi decenni, i primi, e poi sprofonda nei buio degli anni di piombo con terrorismo di sinistra e stragi di destra (o di Stato?), nel clientelismo politico più sfrenato, nelle ruberie, nelle grandi abbuffate che ci hanno regalato uno dei debiti pubblici più grandi del mondo.

Quanto alla Seconda Repubblica, l’abbiamo sotto agli occhi: la tendenza dei partiti a trasformarsi in «pigliatutto» multiformi e dai programmi elettorali quasi identici, con le uniche eccezioni di Di Pietro e della Lega. Il primo però è destinato a sparire con Berlusconi, che è la ragione del suo successo: quando svanirà la causa, svanirà anche l’effetto. Anche la Lega dopo Bossi potrebbe sparire, ma almeno a sorreggerla ci sono un disegno, un’idea, per quanto contestabili.

Guardo allo Stato poi e alla mia vita di tutti i giorni e mi viene la depressione. Penso a mia mamma che lavora da quando aveva 14 anni ed è riuscita da sola a crearsi un’attività commerciale rispettabi le e la vedo impazzire per arrivare a fine mese perché i governi se ne fregano della piccola-media impresa e preferiscono continuare a buttar via soldi nella grande industria. E poi magari arriva anche qual che genio dell’ultima ora a dire che i commercianti son tutti evasori. Vedo i miei dissanguarsi per pagare tutto correttamente e poi mi ritrovo infrastrutture e servizi pubblici pietosi. Vedo che viene negata la pensione di invalidità a mia zia di 70 anni che ha avuto 25 operazioni e non cammina quasi più solo perché ha una casetta intestata. E poi leggo che nel Mezzogiorno le pensioni di invalidità so no il 50% in più che al Nord. Come faccio a sentire vicino, ad amare, a far mio uno Stato che mi tratta come una mucca da mungere e in cambio mi dice di tacere?

Non ho paura degli immigrati, né sono ostile a chi ha la pelle differente dalla mia. Mi preoccupo però di certe culture. Per esempio mi spaventano i disegni di organizzazioni come i Fratelli musulmani, ostili verso l’Occidente, e mi fan paura le loro emanazioni europee. Non voglio barricarmi nel mio «piccolo mondo antico», ma ho realismo a sufficienza per pensare di non poter accogliere il mondo intero in Europa. La gente che entra va integrata, ma io credo che la possibilità di integrazione sia inversamente proporzionale al numero delle persone che entrano. Eppure, se dico queste cose, mi danno del «razzista». Non mi creano problemi le altre etnie, mi crea problemi e fastidio invece chi le deve a tutti i costi mitizzare, mi irrita oltremodo un multi culturalismo forzato e falsato. Mi spaventano l’esterofilia e la xenomania, secondo le quali tutto ciò che viene da fuori deve essere considerato acriticamente come positivo, «senza se e senza ma». In pratica ho paura che l’Italia di domani di italia no non avrà più nulla e che il timore quasi ossessivo di non offendere nessuno e di considerare ogni cultura sullo stesso piano, cancelli quel poco di memoria storica che ancora abbiamo. Mi crea profondo terrore la prospettiva che la nostra civiltà possa essere spazzata via come accadde ai Romani: mi sembra quasi di essere alle porte di un nuovo Medioevo con tutte le incognite che questo può celare. E ho paura, paura vera. Sono razzista davvero oppure ho qualche ragione?

Matteo Lazzaro
19 agosto 2009

La risposta di Galli Della Loggia


La storia è positiva
Ma protesta e paura oggi sono fondate
No, non è la lettera di un razzista la lettera di questo studente — un bravo studente, si può immagina­re — che il Corriere ha deciso di pubblicare per contribuire a far conoscere al Paese da quali sentimenti e di quali ragioni si fa forte l’opinione pubblica leghista così diffusa al Nord. Ha quasi sempre delle ragioni, infatti, anche chi non ha ragione: pure quando tali ragioni, com’è questo il caso, sono costruite su un ordito di vere e proprie manipolazioni storiche.

Quanto scrive Matteo Lazzaro dimostra innanzi tutto, infatti, il rapporto strettissimo che inevitabilmente esiste tra storia e politica; e di conseguenza, ahimè, il disastro educativo prodotto negli ultimi decenni nelle nostre scuole da un lato da una sfilza di manuali di storia redatti all’insegna della più superficiale volontà di demistificazione, e dall’altro da una massa d’insegnanti troppo pronti a sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda. Gli uni e gli altri presumibilmente convinti di contribuire in questo modo alle fortune del progressismo «democratico» anzi ché, come invece è accaduto, a quelle di un autentico nichilismo storiografico di tutt’altro segno. Ecco infatti il risultato che si è fissato nella mente di molti italiani: una storia del nostro Paese inverosimile e grottesca, impregnata di negatività, violenza, imbrogli e sopraffazione. Una storia di cui «vergognarsi», come pensa e scrive per l’appunto Lazzaro, e che quindi può solo essere rifiutata in blocco: dominata dall’orco massone e da quello sabaudo, dalla strega della partitocrazia, dal belzebù del «clientelismo», sfociata in «uno dei debiti pubblici più alti del mondo». Nessuno sembra aver mai spiegato a questi nostri più o meno giovani concittadini che il Risorgimento volle anche dire la possibilità di parlare e di scrivere liberamente, di fare un partito, un comizio e al tre cosucce simili; o che ad esempio, nel tanto rimpianto Lombardo-Veneto di austriaca felice memoria, esisteva una cosa come il processo «statario», in base al quale si era mandati a morte nel giro di 48 ore da una corte marziale senza neppure uno straccio di avvocato. Nessuno sembra avergli mai raccontato come 150 anni di storia italiana abbiano anche visto, oltre alle ben note turpitudini, un intero popolo smettere di morire di fame, non abitare più in tuguri, non morire più come mosche e da miserabile che era cominciare a godere di uno dei più alti redditi del pianeta. Così come nessuna scuola sembra aver mai illustrato ai tanti Matteo Lazzaro quello che in 150 anni gli italiani hanno fatto dipingendo, progettando edifici e città, girando film, scrivendo libri: non conta nulla tutto ciò? E si troverà mai qualcuno infine, mi domando, capace di suggerirgli che la democrazia non piove dal cielo, che tra «uno dei debiti pubblici più alti del mondo» e l’ospedale gratuito sotto casa o l’Università dalle tasse presso ché inesistenti qualche rapporto forse esiste? E che la storia, il potere, la società, sono faccende maledettamente complicate che non sopportano il moralismo del tutto bianco e tutto nero, del mondo diviso in buoni e cattivi?

È quando viene all’oggi, invece, che il nostro lettore ha ragione da vendere, e alle sue ragioni non c’è proprio nulla da aggiungere. C’è semmai da capirle e interpretarle. Il che tira in ballo la responsabilità per un verso della classe politico-intellettuale di questo Paese, per l’altro quella dei nostri concittadini del Mezzogiorno. Per ciò che riguarda la prima è necessario e urgente che quello strato di colti, di giornalisti di rango, di scrittori, di attori della scena pubblica, i quali tutti insieme contribuiscono alla costruzione del «discorso » ufficiale del Paese, la smettano di assumere un costante atteggiamento di sufficienza, se non di disprezzo, verso ogni pulsione, paura o protesta che attraversa le viscere della società settentrionale (ma non solo! sempre più non solo!) tacciandola subito come «razzista», «securitaria », «egoista», «eversiva» o che altro. Pericoli di questo tipo ci saranno pure, ma come questa lettera spiega benissimo si tratta di pulsioni e paure niente affatto pretestuose ma che hanno un senso vero, spesso un profondo buon senso, e dunque chiedono risposte altrettanto vere, sia culturali che politiche: non anatemi che lasciano il tempo che trovano.


E infine i nostri concittadini del Mezzogiorno: questi sbaglierebbero davvero se non avvertissero nelle parole del lettore leghista l’eco neppure troppo nascosta di una richiesta ultimativa che in realtà ormai parte non solo da tutto il Nord ma anche da tante altre parti del Paese. È la richiesta che la società meridionale la smetta di prendere a pretesto il proprio disagio economico per scostarsi in ogni ambito — dalla legalità, alle prestazioni scolastiche, a quelle sanitarie, all’urbanistica, alle pensioni — dagli standard di un paese civile, tra l’altro con costi sempre crescenti che vengono pagati dal resto della nazione. Il resto dell’Italia non è più disposta a tollerarlo, e si aspetta che alla buon’ora anche i meridionali facciano lo stesso.

Ernesto Galli della Loggia
19 agosto 2009

ALLAFINEDELLASTRADA da voce alla storia...buona visione



martedì 21 luglio 2009

The Show must go on...ovvio









Lo Stato italiano investe per il settore dello spettacolo quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati europei. Da quest'anno ancora meno, i tagli del Governo al Fondo Unico per lo Spettacolo, passerà quest'anno da 511 a 398 milioni.




Se l’italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro, la sua danza, la sua musica è grazie a tutte le persone che ci lavorano e si fanno il C..O per giorni e giorni per non dire una vita. Sono tanti, più di 200.000, in larga parte precari, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. Sono i lavoratori dello spettacolo!




Il governo Berlusconi, dopo aver colpito tutti i settori della cultura, della scuola e della ricerca, considera l’arte e lo spettacolo come una spesa invece che un investimento!




Come posso non citare sempre e solo lui, che con il suo Il Giornale pochi giorni fa attaccava la Gran Bretagna, proclamando che l’Italia ora è meglio in “tutto”.



Una ripicca nei confronti della stampa britannica per avere descritto la corruzione e gli scandali che lo hanno riguardato negli ultimi due mesi.




I bambini...tale e quale...è evidente come un suo giornale o le sue televisioni possano dire sempre il contrario della realtà. Ora siamo meglio, ma sarebbe il mio piacere se fosse vero!


Invece vedo un'Italia derisa dal mondo intero per le sue gesta, dai le conosciamo, sinceramente una VERGOGNA.


Oramai ci sono tutte le prove possibili e immaginabili, lettere da mafiosi, mignotte che lo sputtanano con nastri e foto, insomma chiunque si sarebbe dimesso, tanto in galera non ci và è vecchio, potrebbe comprarsi un'isola e invecchiare ancora in pace con tutte le mignotte e menestrelli che vuole, a patto però che vadi lontano molto lontano magari nell'isola che non c'è...

***siamo seri qua in carcere non ci va chi ci deve andare figuriamoci se debba lorsignore...si difendesse tutta la vita ma fuori dal Governo dello Stato in cui credo di esser NATO, di cui vorrei possibilmente andarne fiero.


martedì 7 luglio 2009

Deficiente

da Repubblica.it

Il signore nel video, col bicchiere di birra in mano alla festa di Pontida 2009 è Matteo Salvini, 36 anni, deputato alla Camera, parlamentare europeo e capogruppo della Lega Nord al comune di Milano (quello che ha proposto i vagoni della metro separati per gli extracomunitari).

Quest'estate magari lo ritroviamo su qualche spiaggetta colerosa e gli chiediamo gentilmente di ricantarci la canzoncina.

Aggiungo, un perfetto deficiente non solo per quello che fa ma pure per quello che dice...sono cori da stadio...ma và non lo sapevo...ma nemmeno lì ti ci vedo co sta faccia da Bambaccione...e da oggi Deputato Europeo, che VERGOGNA esser rappresentato da persone così.

mercoledì 1 luglio 2009

La diligenza del buon Padre di famiglia


Quanto accade è la situazione di un Paese vittima di uno Stato di abbandono.

Qua pare che si scherza e ci si diverte a parlare di vallettopoli, puttanopoli, calciopoli, sanitopoli e quante altre merdopoli ancora dobbiamo scoprire? Sempre scoperte perchè ancora non sono state approvate le leggi bavaglio che una volta approvate non ci faranno più sapere nulla.

Un'ennesima tragedia si è consumata, Viareggio, ad ora 17 vittime.

Il locomotore Trenitalia arriva alla stazione di Viareggio ad una velocità di 90 chilometri l'ora. La velocità massima prevista, su quel tratto di binari, è di 100 chilometri l'ora, ma 90 chilometri l'ora all'ingresso in una stazione è una velocità troppo elevata, a maggior ragione quando si trasportano carichi così pericolosi!

Le infrastrutture sono carenti, abbandonate, prive di manutenzione, in questo caso si parla di ruggine!

Manca il buon senso che nel Codice Civile, all'art.1176 chiama la diligenza del buon padre di famiglia e cioè con quel complesso di cure e di cautele che l’amministratore pubblico deve impiegare per osservare i propri compiti, i quali sono finalizzati alla soddisfazione delle esigenze della collettività a cui, in sostanza, sono sottratte le risorse finanziarie necessarie per l’amministrazione.".

Ricordo ci fù un licenziamento nelle Ferrovie dello Stato di un ferroviere che denunciava lo stato di pericolo a causa della condizione dei mezzi ferroviari.

Le ferrovie negavano il problema.

Ad oggi mi sembra più che chiaro che non abbiamo un amministratore pubblico adeguato che soddisfi le esigenze della collettività.

Alla fine chi ci rimette la vita sono le personi comuni che si fanno il culo da mattina a sera, percorrono centinaia di km per raggiungere il posto di lavoro, e che lavori, quante morti bianche???

E i colpevoli dove sono?

Le Fs hanno colmato il disavanzo di bilancio e contemporaneamente hanno portato l'Italia nell'era moderna: con l'alta velocità, il Milano-Roma in tre ore e mezza e la concorrenza all'aereo.

Gli scandali per la realizzazione della stessa li ricordate? Gli scandali delle zecche, dei ritardi e dei disagi li ricordate?

Scandali quotidiani a discapito di milioni di pendolari, come due settimane fa sulla Firenze-Bologna, tragedie della sicurezza come a Viareggio, VERGOGNA. La Freccia Rossa efficiente e funzionale su un binario e dall'altro un sistema ferroviario complessivamente vecchio, che va in rovina, pericolante come tutta la Nazione!