mercoledì 2 novembre 2011
La vergogna delle auto blu-blu
http://bigben.corriere.it/2011/11/la_vergogna_delle_auto_blublu.html
In Italia circolano 72 mila auto blu: il dato ufficiale basta consultarlo sul sito del Formez che ha compiuto il monitoraggio per conto del ministero della pubblica amministrazione. Numero sbalorditivo ma il bello deve ancora venire.
Già, perchè si scopre che la nostra burocrazia è riuscita a catalogare le auto di servizio in tre gruppi: le "auto blu-blu" (proprio così, due volte blu) che sono quelle di rappresentanza politico-istituzionale "a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali" (circa 2 mila), poi le "auto blu" (una sola volta blu) che sono quelle a disposizione dei "dirigenti apicali" (testuale, circa 10 mila), infine le "auto grigie" adibite, dice la relazione del Formez, ai "servizi operativi" (60 mila). Gli addetti sono 35 mila (di cui 14 mila autisti), la spesa per il personale è di 1,2 miliardi di euro all'anno. La spesa di gestione è di 350 milioni di euro che, sommando gli ammortamenti, diventa di 650 milioni. C'è poco da commentare, basta una parola: vergogna.
E nel Regno Unito? Occorre una premessa: le auto di servizio vengono gestite da un'authority che dipende dal ministero dei trasporti e si chiama "Government Car and Despatch Agency". In pratica, se un dipartimento ha bisogno di un'auto blu deve rivolgersi e farne richiesta all'Agenzia. Ecco i numeri ufficiali (anche in questo caso consultabili facilmente sul sito della "GCDA" oltre che del governo): al 31 marzo 2010 le auto blu in dotazione ai ministeri erano 78, il parco auto era complessivamente di 261 nel 2010, sceso a 195 nel 2011. Per parco auto s'intendono le vetture "blu-blu" (usiamo la terminlogia italiana e non quella britannica che si limita a un sobrio "ministerial cars") e le vetture "blu" e "grigie", utlilizzate per i servizi (ad esempio trasporto documenti e posta). Gli addetti sono 239 e il costo complessivo è di circa 7 milioni di sterline.
Ammettiamo pure che alla statistica sfuggano le auto di rappresentanza della famiglia reale (che sono 8). Ammettiamo che sfuggano pure quelle dei magistrati dell'Alta Corte e dei sindaci delle maggiori città. Nonostante tutto il raffronto fra Roma e Londra (sulle auto blu-blu) è imbarazzante. E poi ci sorprendiamo se scivoliamo sempre più giù...
twitter: @fcavalera.
venerdì 9 settembre 2011
mercoledì 23 febbraio 2011
lunedì 19 luglio 2010
lunedì 25 gennaio 2010
Problema

Trenta aziende sono state sigillate e 70 cinesi portati in Questura. Il console a Firenze, Gu Honglin, ha protestato e ha paragonato la polizia italiana alle SS naziste che tiravano fuori dalle case donne e bambini. I cittadini pratesi dai marciapiedi e dai balconi hanno applaudito e da Roma il ministro dell`Interno, Roberto Maroni, ha teorizzato un «modello Prato» da copiare dappertutto.
Un piccolo conflitto di civiltà basato su «rumori e odori» con i più anziani che urlano ai cinesi: «Sudicioni tornatevene a casa». I cinesi a Prato sono almeno 30 mila su 180 mila abitanti. Oltre il 15% della popolazione, mentre la media nazionale di immigrati è al 6%. Le prime avanguardie sono arrivate negli anni `90 da Weng Zhou (vicino Shangaí) e con il passare del tempo la comunità si è stratificata socialmente.
Al massimo sono 55enni e hanno figli nati in Italia, muniti di regolare passaporto e che parlano la nostra lingua senza erre moscia. Questa neo-borghesia ha avuto la capacità di arrivare nel Paese del fashion e inventare un modello di business che non esisteva. Nel gergo si chiama «pronto moda», 500 aziende che copiano stilisti e catene di successo, producono a velocità turbo lavorando 7 giorni a settimana e 20 ore al giorno, per poi venderli sui mercati europei a prezzi mostruosi (jeans a 5 euro, giacche a 10-12 e cappotti a 30).
Ora Cenni ha deciso che così non si può andare avanti e che, se la politica non si muove, la borghesia del ristorante Hong Kong accumulerà tanti soldi da mangiarsi la città. Ogni giorno partono rimesse per 50 mila euro e prendono la strada del Far East. Ma Cenni da uomo di business sa anche che Prato non può più fare a meno dei cinesi, resterebbe un museo della deindustrializzazione e nessuna legge speciale da stato di crisi la salverebbe.
In teoria da buoni borghesi avrebbero bisogno di pace e tranquillità per i loro traffici ma non possono fare a meno dei laboratori off limits. Sono parte integrante della loro storia di successo. Cosa ha in mente il sindaco e come spera di risolvere il rébus? Con un`operazione complessa, un mix tra sicurezza e politica industriale. Facendo terra bruciata attorno ai capannoni clandestini vuole portare la borghesia cinese di Prato a stipulare un patto locale anti-crisi.
«Possono confezionare un prodotto migliore. Non venderanno più cappotti a 18 euro ma magari a 30. E saranno cappotti di qualità più alta» risponde Cenni. E i cinesi rinunceranno a cuor leggero alla loro filiera sommersa, al loro piccolo Eldorado? Zara e H&M accetteranno di salvare la coesione sociale di Prato?
È assai difficile che qualcuno a Prato parli del «mio amico cinese» o lo inviti a cena. La migliore pasticceria di Chinatown è di italiani e frequentata dai nostri connazionali, qualche consulente italiano lavora per gli asiatici, il presidente della Provincia Lamberto Gestri (Pd) ha scelto come suo consigliere Quilin Xu - un imprenditore cosmopolita che tutti chiamano Giulini, ma le distanze tra i due popoli sono più larghe di ieri.
Commenta Edoardo Nesi, lo scrittore e imprenditore che ora fa l`assessore alla cultura e allo sviluppo economico della Provincia di Prato. «Sto finendo di scrivere un romanzo che racconta appunto la storia della mia gente, le famiglie, la città. Come si fa a non essere preoccupati? Che cosa faranno i nostri figli tra dieci anni? Tutti poliziotti?».
sabato 5 dicembre 2009
Occultati da cosa?
IL DOCUMENTO
La desposizione di Spatuzza
"Mi parlarono di Berlusconi e Dell'Utri"
Ecco le sue principali affermazioni:
- "Ho riferito quello che sapevo su Berlusconi e Dell'Utri solo il 16 giugno del 2009 ai magistrati di Firenze perché, prima, temevo che si potesse dire che tiravo in ballo i politici per accreditarmi come pentito".
- "Graviano mi disse che avevamo ottenuto tutto quello grazie alla serietà di quelle persone che avevano portato avanti questa storia. Mi vengono fatti i nomi di due soggetti: di Berlusconi, Graviano mi disse che era quello del Canale 5. E c'era di mezzo un nostro compaesano, Dell'Utri. Grazie alla serietà di queste persone ci avevano messo praticamente il Paese nelle mani".
- "Cosa nostra è un'associazione mafioso-terroristica. La definisco così perchè dopo il '92 ci siamo spinti un po' oltre, in un terreno che non ci appartiene".
- "Dopo le stragi di Capaci e Via d'Amelio abbiamo gioito, perché Falcone e Borsellino erano nostri nemici; mentre i morti di Firenze e Milano non ci appartenevano. Quando rappresentai a Giuseppe Graviano questa mia debolezza, lui mi rispose: 'E' bene che ci portiamo un po' di morti dietro, così chi si deve muovere si dia una smossa. Graviano mi disse che dovevamo uccidere un bel po' di carabinieri e organizzammo l'attentato (fallito), all'Olimpico di Roma".
- "Nell'87 Giuseppe Graviano mi disse che dovevamo sostenere i candidati socialisti alle elezioni. All'epoca il capolista era Claudio Martelli. A Brancaccio facemmo di tutto per farli eleggere e i risultati si videro: facemmo bingo".
- "Il mio pentimento è la conclusione di un bellissimo percorso spirituale cominciato grazie al cappellano del carcere di Ascoli Piceno" e proseguito all'Aquila, dove "sono stato confessato dall'arcivescovo", monsignor Giuseppe Molinari.
(4 dicembre 2009)
sabato 24 ottobre 2009
Dossier Italia
giovedì 17 settembre 2009
Rivellini vai a lavorare
Rivellini!!! Cosa cazzo ti salta per la testaaa???
Il dialetto in Europa? Per attirare l'attenzione??
I tuoi anni li potevi dare a Totò!
VERGOGNATEVI, siete la VERGOGNA dell'ITALIA
""Ai politici, non ai Napoletani."
giovedì 3 settembre 2009
Le nuove 10 domande a Berlusconi
giovedì 27 agosto 2009
Anche se un tot di gente ancora non ci crede...
venerdì 7 agosto 2009
L'umana società e la strada giusta


Quante volte ci si trova nella vita davanti ad un bivio ed è proprio in quei momenti che si testa l'anima di una persona.
L'anima non è un peso in più, forse per tanti ma non per chi è giovane, vivo e non morto, chi ha ancora la voglia di credere in un mondo migliore.
lunedì 3 agosto 2009
Save it
giovedì 30 luglio 2009
C'è chi dice no!

Berlusconi in versione deejay dedica «Vita spericolata» ai giovani
Il premier a Radio Gioventù: è un titolo che rispecchia la mia vita passata e presente, spero non quella futura."
martedì 21 luglio 2009
The Show must go on...ovvio


Lo Stato italiano investe per il settore dello spettacolo quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati europei. Da quest'anno ancora meno, i tagli del Governo al Fondo Unico per lo Spettacolo, passerà quest'anno da 511 a 398 milioni.
Se l’italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro, la sua danza, la sua musica è grazie a tutte le persone che ci lavorano e si fanno il C..O per giorni e giorni per non dire una vita. Sono tanti, più di 200.000, in larga parte precari, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. Sono i lavoratori dello spettacolo!
Il governo Berlusconi, dopo aver colpito tutti i settori della cultura, della scuola e della ricerca, considera l’arte e lo spettacolo come una spesa invece che un investimento!
Come posso non citare sempre e solo lui, che con il suo Il Giornale pochi giorni fa attaccava la Gran Bretagna, proclamando che l’Italia ora è meglio in “tutto”.
Una ripicca nei confronti della stampa britannica per avere descritto la corruzione e gli scandali che lo hanno riguardato negli ultimi due mesi.
I bambini...tale e quale...è evidente come un suo giornale o le sue televisioni possano dire sempre il contrario della realtà. Ora siamo meglio, ma sarebbe il mio piacere se fosse vero!
Invece vedo un'Italia derisa dal mondo intero per le sue gesta, dai le conosciamo, sinceramente una VERGOGNA.
Oramai ci sono tutte le prove possibili e immaginabili, lettere da mafiosi, mignotte che lo sputtanano con nastri e foto, insomma chiunque si sarebbe dimesso, tanto in galera non ci và è vecchio, potrebbe comprarsi un'isola e invecchiare ancora in pace con tutte le mignotte e menestrelli che vuole, a patto però che vadi lontano molto lontano magari nell'isola che non c'è...
***siamo seri qua in carcere non ci va chi ci deve andare figuriamoci se debba lorsignore...si difendesse tutta la vita ma fuori dal Governo dello Stato in cui credo di esser NATO, di cui vorrei possibilmente andarne fiero.
mercoledì 8 luglio 2009
Start G8
mercoledì 1 luglio 2009
La diligenza del buon Padre di famiglia

Qua pare che si scherza e ci si diverte a parlare di vallettopoli, puttanopoli, calciopoli, sanitopoli e quante altre merdopoli ancora dobbiamo scoprire? Sempre scoperte perchè ancora non sono state approvate le leggi bavaglio che una volta approvate non ci faranno più sapere nulla.
Un'ennesima tragedia si è consumata, Viareggio, ad ora 17 vittime.
Il locomotore Trenitalia arriva alla stazione di Viareggio ad una velocità di 90 chilometri l'ora. La velocità massima prevista, su quel tratto di binari, è di 100 chilometri l'ora, ma 90 chilometri l'ora all'ingresso in una stazione è una velocità troppo elevata, a maggior ragione quando si trasportano carichi così pericolosi!
Le infrastrutture sono carenti, abbandonate, prive di manutenzione, in questo caso si parla di ruggine!
mercoledì 24 giugno 2009
Ho detto tutto
I media italiani oscurano le notizie dell'imperatore e allora ecco che il caso Morale inizia ad esser messo sotto gli occhi di tutti dai vari giornali europei.
Prima guardate questo video...
LONDRA - "L'Italia è nella morsa di un'emergenza morale", titola oggi il Times.
L'Independent dedica una pagina al caso Berlusconi. Un articolo fa il punto sul risultato del secondo turno delle amministrative, notando che "al di fuori dei confini dell'Italia sarebbe inconcepibile che un leader si comporti come un Imperatore di Roma antica senza pagare gravi conseguenze politiche", ma nel nostro paese Berlusconi ha ottenuto lo stesso una "convincente vittoria" alle elezioni municipali.
Un altro commentatore italiano che scrive stamani sul Guardian: Anna Masera, responsabile dell'edizione online della Stampa di Torino. "Berlusconi", scrive Masera, "ha trasformato l'Italia in una grande show televisivo, con un culto della personalità che ha messo il privato in cima a tutto. Un'ampia parte della popolazione ne ha avuto abbastanza di questa situazione e vorrebbe liberarsi di Berlusconi, così come è accaduto con George Bush in America. Perfino Gianfranco Fini, il suo alleato nella coalizione di centro-destra, è stanco e preoccupato per la disaffezione dei cittadini verso la politica. E quel che è peggio per Berlusconi, la Chiesa sta dando segnali di non poterne più di una dimostrazione di immoralità che sta attirando gli occhi di tutto il mondo sull'Italia, e dunque sul Vaticano. Non c'è da meravigliarsi - si conclude il suo articolo, pubblicato sulla pagina degli editoriali - se Berlusconi è arrabbiato, sotto la sua maschera sorridente".
Articoli sullo scandalo oggi anche sul Daily Telegraph, sul Sun, sul Wall Street Journal e sul New York Times. Quest'ultimo titola: "Diminuisce la tolleranza per i suoi peccatucci".
Coomenti anche sul quotidiano di Singapore, Today.
tratto da Repubblica.it
Berlusconi Dream
da YouTube
giovedì 18 giugno 2009
Ma và là!




Ma io proprio non capisco perchè dobbiamo fare queste figure di m.... ogni Santo giorno per via di questo pagliaccio che ci rapprensenta in modo indegno! Con le sue scenette e continue pagliacciate che non fanno divertire manco i Puffi!
L’ultima novità che lo riguarda non è tanto l’intervista della ragazza di Bari che dice di essere stata caricata su un aereo, scaricata in un hotel di extralusso, poi trasportata a Palazzo Grazioli dentro una macchina per essere messa a disposizione dell'imperatore-giullare ma le parole del suo fido avvocato scodinzolante che mette le mani avanti e dice che “ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza, che vere non sono, il premier sarebbe l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente perseguibile”. L’utilizzatore finale.
No comment!
La storia di Noemi non è mai stata citata su questo blog perchè ci vergogniamo noi per lui, è un burlone và capito ma ne vien fuori una al giorno, come le foto di El Pais a villa Certosa dove si gioca a "Se te pijo me te trombo".


