martedì 21 luglio 2009

The Show must go on...ovvio









Lo Stato italiano investe per il settore dello spettacolo quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati europei. Da quest'anno ancora meno, i tagli del Governo al Fondo Unico per lo Spettacolo, passerà quest'anno da 511 a 398 milioni.




Se l’italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro, la sua danza, la sua musica è grazie a tutte le persone che ci lavorano e si fanno il C..O per giorni e giorni per non dire una vita. Sono tanti, più di 200.000, in larga parte precari, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. Sono i lavoratori dello spettacolo!




Il governo Berlusconi, dopo aver colpito tutti i settori della cultura, della scuola e della ricerca, considera l’arte e lo spettacolo come una spesa invece che un investimento!




Come posso non citare sempre e solo lui, che con il suo Il Giornale pochi giorni fa attaccava la Gran Bretagna, proclamando che l’Italia ora è meglio in “tutto”.



Una ripicca nei confronti della stampa britannica per avere descritto la corruzione e gli scandali che lo hanno riguardato negli ultimi due mesi.




I bambini...tale e quale...è evidente come un suo giornale o le sue televisioni possano dire sempre il contrario della realtà. Ora siamo meglio, ma sarebbe il mio piacere se fosse vero!


Invece vedo un'Italia derisa dal mondo intero per le sue gesta, dai le conosciamo, sinceramente una VERGOGNA.


Oramai ci sono tutte le prove possibili e immaginabili, lettere da mafiosi, mignotte che lo sputtanano con nastri e foto, insomma chiunque si sarebbe dimesso, tanto in galera non ci và è vecchio, potrebbe comprarsi un'isola e invecchiare ancora in pace con tutte le mignotte e menestrelli che vuole, a patto però che vadi lontano molto lontano magari nell'isola che non c'è...

***siamo seri qua in carcere non ci va chi ci deve andare figuriamoci se debba lorsignore...si difendesse tutta la vita ma fuori dal Governo dello Stato in cui credo di esser NATO, di cui vorrei possibilmente andarne fiero.


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